lunedì 24 ottobre 2011

Lettera di una mamma al figlio carabiniere

Caro figlio,
ti scrivo queste poche righe perchè tu sappia che ti ho scritto.

Se ricevi questa lettera, vuol dire che è arrivata. Se non la ricevi, fammelo sapere, così te la rimanderò.
Scrivo lentamente perchè so che tu non sai leggere in fretta. Qualche tempo fa tua padre ha letto sul giornale che la maggior parte degli incidenti capitano entro un raggio di un chilometro dal luogo di abitazione. Allora abbiamo deciso di traslocare un pò più lontano.
La nuova casa è meravigliosa. C’è una lavatrice, ma non sono sicura che funzioni. Proprio ieri ci ho messo dentro il bucato, ho tirato l’acqua e poi il bucato è sparito completamente.
Il tempo qui non è troppo brutto. La settimana scorsa ha piovuto due volte: la prima volta per 3 giorni, la seconda per 4.
A proposito della giacca che mi avevi chiesto, tuo zio Marco mi ha detto che spedirtela coi bottoni sarebbe stato molto caro (per via del peso dei bottoni), allora li ho staccati. Se pensi di riattaccarli te li ho messi tutti nella tasca interna.
Tuo fratello Gianni ha fatto una grossa sciocchezza con l’auotomobile: è sceso e ha chiuso di scatto la portiera lasciando dentro le chiavi. Allora è dovuto rientrare a casa e prendere il secondo mazzo di chiavi, e così anche noi siamo potuti scendere dalla macchina.
Se vedi Margherita salutala da parte mia. Se non la vedi non dirle niente.
La tua mamma che ti vuole tanto bene.
Ps: volevo metterti anche un pò di soldi, ma avevo già chiuso la busta.

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Aldo, Giovanni e Giacomo


Si

Cresce davvero
La prima volta
Che si ride
Di se stessi.

Ethel Barrymore

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