Crozza: “Attentati Parigi? Piangiamo solo le città di cui abbiamo un souvenir attaccato sul frigo”

Copertina di Maurizio Crozza che apre la nuova puntata di Dimartedì (La7) con una riflessione amara sugli attentati di Parigi: “Questo è il momento di non cedere alla paura. Questo vorrebbero i terroristi: farci cambiare lo stile di vita, il nostro modo di esprimerci. Io sono un comico e la comicità con loro è un esercizio molto pericoloso. Ma non cambio il mio modo di essere. Non facevo battute sull’Isis prima e non ne farò nemmeno adesso. Avevo paura prima e ce l’ho anche adesso“. Il comico poi aggiunge: “A gennaio, dopo la strage di Charlie Hebdo, te la potevi cavare con un “Je suis Charlie”, ora con “Je suis Paris”. Ma due giorni prima c’è stato un attentato in Libano con 44 vittime e 239 feriti. Quindi, bisognerebbe scrivere sulle magliette anche “Je suis Beirut”. E 10 giorni prima è esploso un aereo sul Sinai: 224 morti. Bisogna quindi aggiungere anche “Je suis Air Bus 321 avec les touristes russes”. Cioè, se qualcosa accade a Parigi, giustamente ci sentiamo tutti coinvolti. Sul Sinai, meno. A Beirut quasi per nulla

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